Home » Blog » 15-10-2020

Sentenza della Corte Europea sui pesticidi

(di Elisa Faioli)

Nella prima metà del mese di ottobre, una sentenza della Corte di Giustizia Europea ha stabilito che i singoli paesi dell’Unione possono mettere al bando i prodotti chimici che reputano dannosi per l’ambiente, gli animali e la salute umana, anche se queste stesse sostanze sono state autorizzate dall’UE. Termina così la possibilità per i governi di usare come scusante la decisione dell’Europa e non agire a riguardo.

La controversia era nata nel 2018, quando il governo francese aveva vietato l’uso dei cinque sostanze neonicotinoidi utilizzate in agricoltura: cetamiprid, clothianidin, imidacloprid, thiacloprid e thiamethoxam. La lobby francese dell’industria dei pesticidi ne aveva chiesto l’annullamento, in quanto sostanze permesse dall’UE.

I neonicotinoidi sono una classe di pesticidi chimicamente simili alla nicotina, che colpiscono maggiormente gli insetti, a spese anche degli impollinatori, necessari per la riproduzione delle piante e per l’intero ecosistema. Tali sostanze sono state inserite tra le responsabili della forte diminuzione del numero delle api, alle quali provoca smarrimento, problemi nella riproduzione e perdita di memoria.

Con questa sentenza la Corte di Giustizia Europea permette agli stati di vietare l’uso di tali prodotti e stabilisce che tutti i paesi possonoadottare misure protettive unilaterali se hanno precedentemente sollevato preoccupazioni su una sostanza attiva con la Commissione e la Commissione non adotta misure protettive”. Ciò fa si che i colossi dell’agrochimica hanno minori possibilità di rivalsa.

Ora serve una svolta comune da parte di tutti gli stati, per mettere al bando in maniera definitiva i prodotti chimici, con particolare riferimento ai neonicotinoidi, per limitare il più possibile l’uso di tali sostanze, responsabili della diminuzione globale di biodiversità. Noi nel nostro piccolo possiamo contribuire facendo attenzione a cosa si acquista al supermercato, privilegiando prodotti coltivati senza l’uso di sostanze chimiche e nel rispetto dell’ambiente e degli animali.