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La Qualità dell’Ambiente in Piemonte

(di Gabriel Trogolo)

La Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, in applicazione dell’Agenda 2030 dell’Onu e dei suoi 17 Obiettivi, è stata approvata dal CIPE  il 22 dicembre 2017. Le Regioni sono tenute a dotarsi di un proprio documento strategico che sia coerente e definisca il contributo alla realizzazione degli obiettivi del documento nazionale. La Relazione sullo Stato dell’Ambiente rappresenta uno degli strumenti regionali di riferimento per leggere e conoscere l’ambiente e per individuare la posizione e l’impegno Regionale nello sviluppo sostenibile.

In data 14 settembre 2020 è stato pubblicato un report, redatto da ARPA PIEMONTE e a cura di Pina Nappi, sulla qualità ambientale in Piemonte. Purtroppo, i dati non sono confortanti e ricalcano l’andamento peggiorativo, ormai conosciuto, dei cambiamenti climatici.

In sintesi: l’anno 2019 è stato il 5° più caldo degli ultimi 62 anni (+1,5 °C) e sono stati registrati 86 giorni di foehn (nuovo primato del millennio) superando gli 84 giorni registrati nel 2009 e nel 2017.

Nel 2019 le piogge sono aumentate (+20% circa) a differenza del trend in diminuzione degli scorsi anni (complici alcuni eventi importanti tra ottobre e novembre), mentre dal punto di vista della qualità dell’aria permangono criticità legate al PM10 e al PM2,5, nonché all’ozono e al biossido di azoto (NO2). Aumenta leggermente il consumo di suolo, pur stando sotto i valori medi nazionali.

Cosa fare? La sfida del secolo è ridurre (e poi annullare) le emissioni e abbattere la produzioni di inquinanti, investendo in tecnologie green e promuovendo politiche lungimiranti.