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La certificazione biologica (BIO EU) come processo di evoluzione

(di Andrea Pittana)

Il dottor Christian Magliola, Responsabile Tecnico Biologico Sede Nord-Ovest (VALORITALIA SRL), ci aiuta a proseguire il nostro percorso nel mondo delle certificazioni. Oggi, attraverso le parole del dott. Magliola, vi parliamo del valore e delle opportunità che offre la certificazione BIO UE.

Quali sono i valori e la filosofia che costituiscono l’anima della certificazione BIO EU?

In risposta a questa domanda ci viene in aiuto direttamente il Reg. 834/2007, la norma su cui si basa l’intera certificazione biologica, il cui primo considerando recita testualmente:

“La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali. Il metodo di produzione biologico esplica pertanto una duplice funzione sociale, provvedendo da un lato a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici dei consumatori e, dall’altro, fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale.”

Possiamo quindi affermare che alla base del concetto stesso di agricoltura biologica, c’è l’idea di azienda agricola come insieme, composto da vegetali ed animali, in cui le parti sono legate fra loro anche ai fini produttivi e il Regolamento, nelle sue parti, sostiene questa visione, suggerendo una lettura di insieme, piuttosto che un soffermarsi sulle singole norme.

Perché è importante per un’azienda avere la certificazione BIO EU?

La certificazione biologica porta l’operatore ad evolvere il proprio approccio all’agricoltura; è insita nella certificazione stessa infatti la cultura dell’innovazione, del progressivo sviluppo delle migliori pratiche agronomiche, dell’integrità e della trasparenza, della collaborazione inclusiva, dei sistemi olistici e della determinazione dei prezzi basata su costi reali.

L’Italia ha diverse aziende che si sono certificate BIO EU. In questo momento di cambiamenti e di difficoltà economica quanto è strategica la certificazione BIO EU?

In questo momento la scelta di approcciarsi alla certificazione biologica, ma anche ad altre certificazione di qualità, è fondamentale. Il comparto è in crescita costante da più di 20 anni; dal 2000 ad oggi la superficie destinata al bio nel mondo è cresciuta di oltre il 500%, arrivando a superare i 70 milioni di ettari. In Italia, a fine 2019, abbiamo sfiorato i 2 milioni di ettari, che sono sicuramente stati superati nel corso del 2020 dove, nonostante i numerosi problemi creati dalla pandemia, il mondo bio ha comunque continuato la sua crescita.

La spinta che arriva dai mercati inoltre è molto alta, si stima che quello europeo si aggiri attorno ai 40 miliardi di euro, ed il consumatore medio è sempre più attento alla qualità, alla sostenibilità ed alla salubrità dei prodotti che acquista. Ad oggi il 98% delle famiglie italiane compra almeno un prodotto bio ogni 3 mesi ed il 60% ogni mese, facendo alzare in maniera vertiginosa la domanda che potrà essere adeguatamente coperta dall’offerta proveniente dalle aziende agricole.

Forse, molto più di altre certificazioni, BIO EU è sempre più parte della nostra vita quotidiana e soprattutto del nostro carrello della spesa. Se cercate attentamente in casa probabilmente la certificazione è già parte integrante di molte vostre scelte.

Buona ricerca e a presto per la prossima certificazione.