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Fotovoltaico e biodiversità: accorgimenti per favorire l’impollinazione

(di Luca Gagliardi)

Vista l’assenza di emissioni inquinanti, le fonti di energia rinnovabile sono potenzialmente in grado di mitigare gli effetti del cambiamento climatico e per questo motivo il loro utilizzo è sempre più diffuso e incentivato. Il fotovoltaico è considerata una delle fonti più importanti per guidare la transizione verso un futuro energetico completamente sostenibile e tale tecnologia può trovare applicazione sia in ambito domestico che industriale. In aggiunta a ciò, in determinate circostanze il fotovoltaico può anche avere la capacità di favorire l’aumento di diversità di specie animali e vegetali. È ad esempio il caso di impianti realizzati in aree agricole, dove i livelli di biodiversità sono generalmente ridotti e l’installazione di impianti fotovoltaici può portare a una gestione più orientata verso aspetti naturali.

L’impollinazione è un importantissimo servizio ecosistemico garantito da un’ampia varietà di specie, appartenenti principalmente alla classe degli insetti (c.d. insetti pronubi). Le popolazioni di tali specie sono però in declino in tutta Europa per via dell’intensificazione delle attività agricole e questo desta una preoccupazione sempre crescente per via del potenziale impatto su altre forme di vita, uomo incluso.

La realizzazione di impianti fotovoltaici in aree agricole è in grado di garantire habitat favorevoli per gli insetti pronubi, fornendo l’opportunità di contrastare il suddetto declino. Per realizzare tale obiettivo è però necessario che gli impianti siano realizzati e gestiti con particolari accorgimenti, alcuni specifici e altri volti in generale a massimizzare l’impatto positivo sulla biodiversità.

Innanzitutto, effettuare inerbimenti tecnici sulle superfici occupate dall’impianto può garantire un aumento nella ricchezza e nell’abbondanza di specie erbacee e conseguentemente un aumento nel numero di artropodi. Nella scelta del miscuglio da utilizzare, particolare attenzione dovrebbe essere posta all’inserimento di specie target per le comunità di insetti pronubi, in modo da garantire la presenza di risorse di foraggiamento all’interno del sito. Oltre che per la nutrizione, la presenza di una copertura erbacea permanente garantisce anche un ambiente più idoneo per le fasi di riproduzione. Entrambi questi benefici possono essere implementati dalla realizzazione di formazioni marginali composte da vegetazione arborea e arbustiva (siepi e filari), che costituiscono inoltre una fonte di riparo, variabilità microclimatica e favoriscono gli spostamenti aumentando complessità e connettività del paesaggio.

La superficie dell’impianto può essere gestita sia con il pascolamento (principalmente di ovini) che tramite sfalcio. In entrambi i casi, per favorire le comunità di insetti pronubi le utilizzazioni devono essere: estensive (bassi carichi animali e utilizzo limitato di prodotti fitosanitari); effettuate il più tardivamente possibile in modo da consentire il passaggio delle piante attraverso tutte le fasi fenologiche; mirate a creare una situazione di eterogeneità strutturale lasciando intatte alcune aree.

Anthemis Environment si occupa di valutare gli impatti ambientali degli impianti fotovoltaici, proponendo soluzioni volte a garantire la maggiore sostenibilità possibile dell’opera e condizioni favorevoli per il miglioramento della biodiversità.